IL PRIMO MULINO DI COMUNITA' DELLA PUGLIA

Quella che vi racconto oggi è una storia di coralità e comunione, di comunità che si stringe sino a divenire un corpo unico, un grumo di sogni che si scioglie e prende forma.
I sogni sono fatti per essere realizzati, ma perché succeda è necessaria una buona dose di coraggio, di persone portatrici sane di ottimismo e voglia di rimboccarsi le maniche.
Nasce proprio così il Mulino di Comunità di Castiglione d’Otranto, un progetto unico in tutta Italia, frutto di un percorso in cui spinta dal basso si intreccia alla collaborazione istituzionale, ideato dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino e gestito dall’omonima società cooperativa agricola.
Lo scopo? Trasformare cereali di qualità, promuovere la biodiversità cerealicola e leguminosa, in una Puglia così piena e ricca, tramite proprio un mulino di comunità accessibile a tutti, un modo per recuperare e conservare nel tempo sapori antichi.

Cosa c’entro io, vi starete chiedendo arrivati a questo punto, vero?
I prodotti del Mulino di Comunità, con tutta la storia di cui sono densi, la bontà che li caratterizza, la qualità e la trasformazione da farine in delizie locali, sono finalmente a disposizione nello shop Olio e Sale, una cosa che mi rende orgogliosa ancor di più della mia terra e delle persone che ho la fortuna di incrociare nel mio cammino. Vi racconterò nel dettaglio le farine, le semole, perché meritano un discorso a parte, intanto continuerò a illustrare la storia del Mulino di Comunità, che sa di buono, di favola da raccontare ai bambini prima di andare a dormire, per insegnare loro che tutto può succedere se solo ci si impegna e lo si vuole veramente.

Non a caso il motto che muove la Casa delle Agriculture è “chi semina utopia raccoglie realtà”, a dimostrazione di come chiunque possa dare una terzata al proprio destino, incanalandolo nella direzione che vorrebbe. O quantomeno può tentare di farlo.

Come nasce il Mulino di Comunità

Sedete e ascoltate questa storia che ha dell’incredibile, soprattutto se la vedete ambientata in un sud in cui quasi nessuno crede, in un sud svilito da comportamenti poco ortodossi, in una terra dalle potenzialità spesso inespresse.
Eppure è proprio qui che succede una cosa meravigliosa.
Nel 2012 alcune terre incolte e abbandonate vengono rimesse in sesto e coltivate, solo dopo 4 anni la Casa delle Agriculture Tullia e Gino e Rete Salento Km0 lanciano una campagna di raccolta fondi che in neanche un mese, grazie alla bontà e al supporto di semplici cittadini, raccoglie e dona all’associazione 37mila euro, sfruttati per ristrutturare i locali che ospitano il mulino. I macchinari vengono acquistati grazie a uno stanziamento monetario da parte della Regione Puglia, a cui si aggiungono oltre 15mila euro di contributo da parte della Fondazione con il Sud che consente di coprire i costi dei macchinari.
Un mulino del genere, però, non si costruisce solo con i soldi, lo si deve alla collaborazione di volontari, persone che hanno messo a disposizione il loro entusiasmo, il loro tempo, le loro competenze per mettere a punto dettagli, definirne contorni, dargli forma e vita.
Renderlo un luogo reale, non più solo un’idea con i vaghi contorni di un sogno.

Perché un mulino?
Perché è un baluardo pensato per essere accessibile a tutti, ideato pensando ai più deboli, a chi per ragioni economiche non può permettersi cibo sano e valido qualitativamente. Un mulino aiuta a praticare una democrazia alimentare che tutela i poveri, i disoccupati, chi ha perso il lavoro ma ha più bocche da sfamare, ogni giorno, senza che si debba preoccupare di scendere ad alcun compromesso.
Un patrimonio di tutti e per tutti, che incentiva la coltivazione di cereali, rivalorizza i terreni incolti e improduttivi, trasforma e aggrega, mettendo anche i cuori in salvo.